Le ragioni dell’odio

Sono stato recentemente redarguito in ragione dell’acredine, anzi, chiamiamo le cose con il loro nome: dell’odio che nutro verso tutto ciò che riguarda provax, vaccini, mascherine, vessazioni e menzogne che hanno informato l’ultimo triennio.
Mi è stato detto che uno spirito evoluto, uno sciamano quale taluni affermano che io sia, non deve provare sentimenti che abbassano le vibrazioni, bensì comprendere, accogliere e perdonare quegli infelici non evoluti.
Stocazzo.
Mi dispiace ma non perdono, non dimentico e, quando posso e potrò, esercito ed eserciterò la nobile arte della vendetta-giustizia, non solo in ossequio alle antiche origini della mia famiglia, ma anche a tutela della mia integrità.

Ma, prima di concludere queste brevi riflessioni, desidero porre l’attenzione su un fenomeno storico e sociale, emblematico della raffigurazione dell’odio e che ancora oggi muove i suoi nefasti tentacoli.
I miei nonni abitavano in Ghetto, a Cannaregio, e ricordo con emozione l’entusiasmo e la commozione nei racconti di persone che tornavano dall’ancora neonato Israele: visioni ai miei occhi di bambino eroiche, l’utopia della felice comunione, i kibbutznik che non scambiavano denaro ma beni, il fatto che zappassero la terra con il fucile a portata di mano.
Purtroppo ricordo anche, e molto bene, certe scritte e certe svastiche che al mattino trovavamo sui muri, e un clima generale di fastidio che pervadeva certe situazioni, in una Venezia che a parole sembrava aperta e multiconfessionale mentre, dietro il sipario delle belle maniere, non lo era affatto.
Bene, ciò premesso mi sia consentita una breve disamina cronologica, senza presunzione di essere esaustiva, delle ragioni dell’odio contro gli Ebrei.
A partire dal XIII secolo, la criminalizzazione degli ebrei diventa dogma ecclesiastico: nel 1213, l’ambizioso esperto di diritto canonico salito al soglio di Pietro con il nome di Innocenzo III, convoca il Concilio Lateranense.
Millecinquecento delegati provenienti da tutte le province si recano a Roma per sfinirsi in discussioni durate mesi. Tema, le questioni centrali della chiesa cattolica quali la necessità delle crociate e il modo di trattare i gruppi eretici, Valdesi ed Ebrei.
Per questi ultimi, in particolare, inizia l’obbligo di indossare segni di riconoscimento per distinguersi dai cristiani: cappelli, anelli o bracciali gialli, il colore associato all’avarizia, all’invidia e alla superbia.
Stigmatizzando gli Ebrei alla stregua di altri gruppi emarginati dell’epoca: prostitute, mendicanti e lebbrosi, anche l’iconografia inizia a raffigurarli brutti, dallo sguardo avido, la carnagione livida, scura, il naso adunco e in generale le immagini evocano un’atmosfera satanica.
Nasce da qui l’odio europeo verso gli Ebrei, ma le radici si spingono molto più indietro nel tempo, e la panfollia dell’immondo virus Covid-19 non ha fatto che evidenziare, una volta di più, che la maggior parte delle teorie complottiste considera la comunità ebraica responsabile dei mali del mondo, e pochissime sono le storie raccapriccianti che hanno avuto lo stesso successo di quella che vede la comunità ebraica alla testa di una cospirazione planetaria.
Le versioni più radicali dipingono gli Ebrei come mostri animaleschi, ed i racconti che hanno alimentato l’odio verso gli Ebrei nell’ultimo millennio hanno portato alla persecuzione e allo sterminio di moltissime persone, oltre che all’esclusione degli Ebrei da innumerevoli attività.
Il cristianesimo delle origini non è che una piccola integralista setta del giudaismo. La differenziazione è di fondamentale importanza e le tensioni tra i due gruppi sono inevitabili e, subito dopo l’affermazione del cristianesimo in Europa il popolo ebraico, accusato di essere responsabile della morte di Gesù, viene marginalizzato e demonizzato.
Tuttavia, occorreranno più di mille anni prima che l’odio e la violenza nei confronti degli ebrei diventino una realtà quotidiana in Europa.
La situazione cambia con le prime crociate intorno all’anno 1100: orde di fanatici religiosi di tutte le classi sociali, spinti da un desiderio di redenzione, si mettono in moto per uccidere le popolazioni pagane in Oriente e liberare la sacra Gerusalemme. Ai loro occhi, è logico combattere i nemici di Cristo già in patria: gli ebrei sono tormentati e devono scegliere se battezzarsi o morire.
Le persecuzioni durante le crociate rendono la comunità ebraica più vulnerabile. Molte professioni sono vietate agli ebrei, e le autorità spingono così gli Ebrei verso le attività creditizie, proscritte ai cristiani. Alla fine dell’XI secolo, ecco il regalo avvelenato: il papa permette esplicitamente agli Ebrei di chiedere degli interessi, mentre per i cristiani ciò era considerato un peccato.
Sappiamo quanto la chiesa cattolica, esattamente come i comunisti, sappia attendere: e infatti sono sufficienti pochi anni perché il clero condanni fermamente la riscossione di interessi, ben sapendo che tale pratica era stata esplicitamente consentita agli Ebrei e solo pochi decenni prima.
Tutto questo avviene mentre l’ostia, rappresentativa del corpo di Gesù, e il vino servito durante la messa entrano nell’ortodossia cattolica, svolgendo un ruolo sempre più centrale in seno alla Chiesa.
Parallelamente e conseguentemente nasce la menzogna dell’omicidio rituale: la leggenda, diffusa dapprima in Inghilterra e successivamente in Francia, statuisce che i bambini vengano rapiti, torturati ed uccisi in modo orripilante affinché la loro sofferenza sia paragonata alla passione del Cristo, per consentire agli Ebrei di riprodurre il loro peccato in ragione della loro loro sete di sangue, in particolare necessario per preparare la matzah, il pane azzimo consumato durante la Pasqua, e per altri riti segreti.
La leggenda dell’omicidio rituale è tornata recentemente di moda: una teoria complottista sostiene che una certa élite hollywoodiana, e il mondo dello star system è un mondo abitato prevalentemente da Ebrei, utilizzi il sangue dei bambini torturati per ottenere l’adrenocromo, una sostanza dalle presunte proprietà ringiovanenti.
Di menzogna in menzogna, piatto ricco mi ci ficco e, visto che gli Ebrei non sono ancora in grado di difendersi (lo saranno, finalmente, a partire dal 1948) nasce la fola dell’avvelenamento delle fontane: nel 1348, un medico Ebreo di Losanna viene arrestato e, sotto tortura, afferma che degli Ebrei hanno fomentato un complotto fabbricando un veleno e distribuendolo con l’ordine di avvelenare i pozzi locali.
Le autorità inviano una copia di questa confessione a Friburgo, Berna e Strasburgo, da dove la notizia si propaga dapprima in tutta l’area germanica e, successivamente, in tutta Europa e, laddove giunge la notizia della confessione, la comunità ebraica è oggetto di perquisizioni, torture e persecuzioni.
Guarda caso, all’inizio del 2020, sono circolati rapidamente su Internet dei meme che accusavano gli ebrei di essere all’origine della panfollia dell’immondo virus.
E, di menzogna in menzogna, ecco quella dell’Ebreo ricco: nasce intorno al 1400, quando si inizia ad attribuire un legame esplicito tra persecuzioni e ruolo economico assegnato agli ebrei. Solo una voce si lòeva, solitaria e ben presto messa a tacere, per sconfessare tale teoria e chiamare le cose con i l loro nome: quella del cronista Closener Fritzsche, che rileva come il fatto di potersi sbarazzare dei debiti espellendo i creditori Ebrei rappresenti un veleno fatale all’economia di una comunità.
Nel frattempo, a causa delle espulsioni e dei rimborsi arbitrari dei debiti, il patrimonio di molti Ebrei si riduce drasticamente già nel corso del XIV secolo, gli Ebrei sono spinti verso il settore del banco dei pegni, considerato particolarmente riprovevole perché le persone debitrici perdevano case e terreni.
Si rafforza la figura dell’ebreo avido, vestito di una lurida palandrana, viscido, sfuggente e vile, il naso adunco ed il monocolo a saggiare l’autenticità di gioielli e pietre prezione, in un antro scuro e fetido eletto a bottega di traffici necessariamente loschi.
I nobili, impoveriti da una vita dissoluta, hanno buon gioco nell’attribuire il loro declino economico all’Ebreo usuraio, anche quando nella realtà costui rappresenta spesso l’ultima spiaggia per chi ha contratto debiti di gioco o di altra inconfessabile natura.
La comunità ebraica diventa così il capro espiatorio di una mutazione economica strutturale, dal potere feudale a un’economia dominata dal commercio urbano.
Ancora oggi è agevole trovare su internet il meme antisemita “Happy Merchant”, che circola in innumerevoli versioni e raffigura un uomo con il naso adunco che si sfrega le mani: viene utilizzato per affermare simbolicamente che la comunità ebraica controlla il mondo e accresce costantemente la sua influenza.
Ancora una volta, durante la rivoluzione industriale del XVIII e XIX secolo, l’antisemitismo trae ispirazione degli sconvolgimenti radicali provocati dall’industrializzazione e dall’urbanizzazione in putridi, malsani agglomerati, diventando ancora una volta il capro espiatorio dei cambiamenti sociali.
Ed eccoci ai giorni nostri, sub panfollia imperante, ed alle vessazioni – nate prevalentemente da una narrazione menzognera, artefatta e strumentale – che hanno confuso, stremato con la paura, ridotto ad una condizione sub-umana, privato della dignità e del lavoro, sterminato numerose persone.
Forse qualcuno ha dimenticato l’essere allontanati dai locali pubblici come appestati accattoni perché non in possesso del piss-pass, la costrizione della discesa o del divieto di accesso ai mezzi di trasporto pubblico, i bambini torturati per ore con l’imposizione della pezza fetente, i parenti malati che scomparivano senza poter dare loro un ultimo saluto, l’allontamento dal lavoro per chi non sottostava al sacro siero maledetto, le morti improvvise e le patologie invalidanti che sono state conseguenza dei vaccini, e che ancora oggi sono ammantate di silenzioe e menzogne, l’odio neio confronti dei non vaccinati, additati come responsabili di ogni nefandezza, il prono acritico asservimento della massa ai diktat del potere, l’espressione del desiderio che i non vaccinati potessero morire nei modi più orrendi.
Intanto, quelli che stanno crepando siete voi vaccinati, merde, e se il termine sconvolge il vostro metabolismo, tenete presente che io nel mio blog scrivo quel cazzo che mi pare.
Stanno crepando, e la cosa mi procura orgasmi, anche tutti coloro che hanno tuonato contro i novax: il karma esiste.
La mia delusione è che nessuno pagherà per i crimini commessi, non vi sarà nessuna Norimberga e che, per contro, nessuno si sogna di implementare organizzazioni come Vendetta, che andò a caccia dei ciminali nazisti.
Anzi, tutto finirà in un doloroso oblio. Ma non per me: il mio odio sarà inestinguibile e ne alimenterò amorevolmente il ricordo. Non è da spiriti evoluti? Bene, chissenefrega.


Alberto Cazzoli Steiner