Consapevolezze 2: le Porte

Sorpresa: la mente non mente. È scientificamente comprovato da almeno un quarantennio, è chi afferma il contrario a mentire, e non escludo agisca per interesse.
Rispetto chi dovesse pensarla in modo opposto augurando Buona Vita e permettendomi di consigliare la lettura di Neuroschiavi: liberiamoci dalla manipolazione psicologica, politica, economica e religiosa scritto dall’avvocato Marco Della Luna e dal neuropsichiatra Paolo Cioni.
Il nostro cervello è diviso in due e ciascuna delle due parti presiede ad una funzione estremamente specifica. L’emisfero sinistro è la sede delle funzioni organizzative e dei limiti: limiti tra concetti e possibilità, limiti spaziali e temporali. Da questo emisfero dipendono le nostre relazioni logiche, le parole, il rapporto con il denaro e l’autorità, la sottomissione al concetto di tempo ripartito in anni, mesi, giorni, ore, minuti, secondi.
Quello destro, a me infinitamente più simpatico, è la sede dell’intuito e della creatività: elabora tutto ciò che noi percepiamo come affinità e possibilità di trasformazione, presiede all’affettività, al nostro senso estetico e, cosa che mi fa letteralmente sballare, alla nostra capacità di superare i limiti delle possibilità, delle convenzioni, delle tradizioni, delle credenze, delle convenienze, delle apparenze.
Emisfero destro e sinistro, con maggiore chiarezza ed onestà di quanto accada negli emicicli parlamentari, se ne stanno ciascuno al posto loro, coerenti con la loro funzione, graniticamente inscalfibili nei propri compiti avversando l’altro in una inesauribile tenzone. Svolta però secondo le antiche regole cavalleresche ed offrendo l’onore delle armi.
Potrei affermare che ciascun emisfero è consapevole, oltre che della propria imprescindibile funzione, anche della necessità che esista l’altro emisfero a costituire un necessario equilibrio. Un mondo perfetto, insomma.
Poiché la nostra crescita interiore, il nostro risveglio, la nostra ricerca alchemica passano necessariamente attraverso il superamento dei limiti imposti dai condizionamenti credo che sia l’emisfero destro a doversene occupare. Uno dei limiti più diffusi è costituito dalle porte, immaginarie, metaforiche o reali che siano.
Ma… eh si, poteva mancare la congiunzione avversativa? Assolutamente no, proprio in quanto le convenzioni e le conseguenti circonvenzioni, i dogmi, il potere, la buona creanza, la morale e tutti i blablabla del caso fanno di tutto per sconsigliarci per non dire vietarci di varcare la soglia.FDA 2015.09.28 Porte - Corte ScontaPiuttosto che delle Colonne d’Ercole preferisco parlare dello specchio di Alice, della stanza proibita nella quale si intrufolò la moglie di Barbablu o, meglio ancora, delle tre porte di Corto Maltese che dalla veneziana Corte Sconta detta Arcana immettono in altre storie. Chiudo la premessa citando dal Canto III de l’Inferno:
Per me si va ne la città dolente
Per me si va ne l’etterno dolore
Per me si va tra la perduta gente.

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate.
Bene: gratificata la mia vanità con la dotta citazione passo alle avvertenze per l’uso, che non mi stancherò mai di ripetere: nonostante i giogioneggiamenti da cena sciamanica con le sensitive signore agghindate da Pocahontas ed i baldi sciamani in giacca a frange stile Kit Carson, di là non si va né per turismo né per giocare, non è mai esattamente una passeggiata, sussistono dei rischi e non è detto che chi lo fa per davvero abbia il tempo, il permesso o la voglia di insegnare come funziona.FDA 2015.09.28 Porte - BlakeEccomi dunque alle Porte, e tanto vale inziare da quella dell’Inferno dipinta da Blake nel 1824 per illustrare un’edizione della Divina Commedia: non male direi. Poi c’è quella della seconda immagine, relativa ad un sito minerario polacco dismesso: già siamo sull’inquietante.FDA 2015.09.28 Porte - PoloniaEd ora una porta vera, non lontana da Milano, della quale propongo una breve sequenza fotografica con l’avvertenza che le foto dell’interno sono di pessima qualità, per la scarsa illuminazione e perché non era proprio il caso di utilizzare flash o lampada.
L’esterno è all’apparenza un innocuo casotto tardo-settecentesco. L’interno è ben più vasto di quanto le dimensioni esterne lascino supporre.FDA 2015.09.28 Porte - ContestoSi, è vero, nella seconda foto della prima sequenza di tre si nota un lucchetto. No, non avevo la chiave. Si, il lucchetto è nuovamente al suo posto, integro. No, il lucchetto non è stato forzato. Fine delle spiegazioni.FDA 2015.09.28 Porte - Sequenza 1Chi sa osservare può notare anche i Guardiani, ma sono dei bonaccioni, un po’ come la sicurezza nei centri commerciali: chi dovesse transitare ignaro davanti all’edificio non verrebbe in nessun modo disturbato, salvo percepire una vaga inquietudine che, in quell’angolo sempre ombroso e un po’ cupo, lo spingerebbe ad accelerare il passo. Chi invece si avvicina con intenzione viene invece squadrato come all’ingresso di certi locali, soppesato e spesso, più o meno amichevolmente, dissuaso. Se proprio insiste, se possiede le caratteristiche per poter entrare e se sa far valere le proprie ragioni può passare. A proprio rischio: “Non avvicinarti!” è l’esortazione che percepisci. Ma ormai sei dentro e quel non avvicinarti significa proprio che non puoi andare oltre, perché sei già oltre.FDA 2015.09.28 Porte - Sequenza 2E una volta dentro che si fa? Si osserva l’anello infisso nella pietra, che in origine serviva ad ormeggiare piccole imbarcazioni, e si osserva quella lunetta luminosa che dà verso l’esterno affacciandosi su un canale navigabile.
Sconsigliabile uscire per quella via, e meno ancora su un’imbarcazione: in men che non si dica dalla fossa profonda circa tre metri affiorerebbero decine di ratti, la cui presenza a bordo non è gradevole.
Quindi? Quindi, se ciò che cerchiamo è sul fondo della fossa ci si cala. Con la potenza della mente che costruisce la realtà circostante. Del resto la mente ha precedentemente costruito edificio, porta, guardiani e tutto il resto, pantegane comprese, se è vero che il mondo non è esterno ma dentro di noi.
Oppure ci si addentra nei cunicoli e nelle nicchie poste a livelli diversi. Oppure si sta lì e basta, ad attendere che ciò che cerchiamo, semplicemente, accada.FDA 2015.09.28 Porte - Sequenza 3Una volta fatto si ringrazia, si esce, si salutano i Guardiani e ci si allontana. Fine della storia, con l’avvertenza che non si tratta ovviamente dell’unica Porta presente a Milano e nei dintorni: una delle mie preferite, che è anche una delle più potenti, si trova in una chiesa ipogea nella quale i frati raccontano le bugie. Ma ne parlerò un’altra volta.

Alberto C. Steiner

(Il precedente articolo Consapevolezze 1: Dio è nato Donna? è stato pubblicato il 6 settembre 2015).