Io non ti merito

Se vogliamo navigare in acque profonde dobbiamo imprescindibilmente conoscere certe modalità dell’animo umano.
Non parlo di psicoterapia, o dell’affannarsi per raggiungere equilibrismi di comprensione. Non solo non mi interessa, ma mi infastidisce tutto quel cianciare da mal di testa mistificato da cibo per lo spirito: osservare, le ferite, i nodi da sciogliere, accogliere, peace&love e quel che ne consegue. Questa è merce per gli shop dei guru. Ciascuno è fatto a modo suo con i limiti, gli errori, i dolori. Si tratta di accettare ed accettarsi, anche e soprattutto nella parte cosiddetta oscura, quella no man land aborrita dalla meditazione militante e che invece può riservare sorprendenti scoperte e piacevolissime sorprese.FDA 2015.06.29 002Per farmi capire meglio ho deciso di percorrere, prima di entrare in argomento, una via traversa: noi chiamiamo Madre, o addirittura Grande Madre, la Natura. In realtà essa, indifferente a tutto e molto più capace di quanto noi crediamo di assorbire i colpi infertile dalla nostra stupidità, va avanti a modo suo e si riprende ogni cosa, persino generando nuove forme di vita magari più resistenti e più sagge. Alla faccia della nostra presunzione antropocentrica.
Ecco quindi che concetti come madre e padre sono frutto del nostro sguardo antropologico, oggi peraltro totalmente in discussione. Noi non siamo nulla, oppure siamo tutto, a condizione che sappiamo immergerci nel Tutto lasciandoci andare al morbido fluire delle vibrazioni che ci pervengono, assecondandole anzi. Non è uno scioglilingua, è un modo di pervenire alla Conoscenza.
Bene, ed ora dal tutto cosmico stringo stringo finché arrivo alla relazione più stretta che c’è, esclusa quella con noi stessi per chi ha il coraggio di affrontarla: la relazione di coppia.
Non so se vi sia mai capitato il tipo o la tipa che vi hanno detto: “Io non ti merito”. E se questo vi ha fatti crogiolare in un infinito senso di ammmore (con tre emme, non è un errore di battitura) comprensione, compassione e paraponziponzipò.FDA 2015.06.29 001Ok, chi vi dice questo vi sta fregando. E se cascate nel tranello siete fregati.
E di solito cascate nel tranello perché questa frase alimenta le vostre pulsioni egoiche, il vostro cosiddetto amor proprio, l’autostima, vi fa sentire grandi, immensi e capaci di amare. Tutte palle. Vi state solo gigionando nell’autocompiacimento e ben vi sta se vi fregano.
Chi pronuncia quella frase di solito non ci crede minimamente, anzi pensa esattamente l’opposto. Sta solo usandovi, vi sta tiranneggiando facendo leva sui sensi di colpa.
Chiedetevi piuttosto se voi vi meritate, ovvero se voi amate abbastanza voi stessi. Per quello che siete, non per quello che il cosiddetto consorzio civile vuole che siate, o per come guru, maestri e mappine varie vogliono farvi diventare: acefali, privi di giudizio e di reazioni compresa l’espressione di una sana incazzatura quando serve.FDA 2015.06.29 003Perché ho scritto questo? Per una ragione molto semplice: se decidiamo di seguire la Via della Conoscenza, altrimenti detta del Potere (il termine non piace? Non so cosa farci, questo è) dobbiamo capire, e il prima possibile, quali pulsioni alberghino nell’animo umano. Anche per dire di no, mossi dal più sano degli egoismi, quando ci vengono richieste presenza, assistenza, comprensione o compassione che ci porterebbero solo ad inquinarci.
Quindi un no deciso a moralismi e bigottismi che ci impedirebbero di vivere la nostra vera natura portandoci ad una compressione che bloccherebbe la via verso la Conoscenza.

Alberto Steiner – FdA