Consapevolezze 3: I soldi crescono sugli alberi. Seconda parte: visione e accesso al sito

FDA 2015.10.20 Soldi Alberi 001E adesso passiamo alla seconda parte, il Rituale per favorire l’afflusso di denaro.
Per effettuare questo tipo di viaggio non è necessario essere in grado di uscire dal corpo, però bisogna costruire l’ambito di una visione. Chi ha avuto esperienze di dinamica mentale o simili è indubbiamente facilitato. Sto per parlare di stato alterato di coscienza, dove valgono le medesime regole ambientali viste in precedenza (cuscino, copertina, acqua o altra bevanda eccetera). Se pensate che il ritmo di un tamburo possa aiutare va bene: se siete soli esistono numerose registrazioni più che onorevoli di tamburo, sceglietene una che vibri il più possibilmente vicino a quella ottimale di 432 Hz e che duri non meno di 50′. Tenete il volume basso, al limite dell’udibilità.
Se dovessi spiegare tutto l’antefatto non la finirei più, e comunque non servirebbe a nulla per chi non ha esperienza. Ho del resto premesso nella sezione precedente che questo scritto parte dal presupposto di rivolgersi a chi ha già nozione di queste pratiche.
Focalizzatevi dunque in modo da uscire come vi è abituale, percorrendo il tunnel o lo spazio che solitamente percorrete, e dirigetevi nel Mondo Intermedio: è lì che dobbiamo andare.FDA 2015.10.22 Soldi alberi lavandaPrima di fare questo dovete aver costruito lo spot. Niente case o strade, solo natura: alberi, prati, cascate se ne sentite il bisogno, rocce, cielo con o senza uccelli ed altri animali, badate in ogni caso che questi ultimi non siano troppo invasivi; si a coccinelle e ragni, rondini e corvi, marmotte, pesciolini e persino gatti e scoiattoli, ma è meglio se lasciate perdere lupi, puma, elefanti, serpenti e pavoni. Tutti vogliono viaggiare in prima, canta il Liga, e tutti vogliono essere il Lupo. Fatevene una ragione, il lupo non è per tutti, se non siete più che radicati lasciate stare, rischiereste di farvi prendere in giro da un coyote. Doppiamente presi in giro, perché il coyote dalle nostre parti non c’è. Saranno comunque gli animali a farsi scegliere durante la fase per così dire progettuale: vi giungeranno, vi osserveranno, vi accompagneranno e se li onorerete adeguatamente stabiliranno di essere le vostre guide in quel frangente. Se deciderete di averli con voi non mancate mai di cercarli e salutarli ogni volta ma evitate assolutamente di usarli o interpellarli: non siete lì per quello.
Io ho preferito evitare, per viaggiare leggero e non dedicare energia ad un aspetto in questo contesto per me ininfluente.FDA 2015.10.22 QuerciaDedicate piuttosto molta attenzione a scegliere l’Albero sotto il quale vi metterete seduti: carpino, olmo, castagno, quercia, ontano, abete, tiglio. E’ fondamentale, perché quello sarà l’Albero dei Soldi ed una volta scelto non va cambiato. Le aghiformi non sono l’ideale, però se vi piacciono va bene e l’unica pianta bassa da considerare ammissibile è la vite. Ovviamente. Ok al melograno ma evitate il fico: non siete lì per ricevere l’illuminazione. Una volta scelto l’Albero curatelo nei dettagli: rami, dimensioni, altezza, circonferenza del tronco, fogliame, persino muschio sul lato esposto a settentrione. Detto in altri termini: dovete essere in grado di riconoscerlo come se fosse l’albero preferito del vostro giardino, quello del quale ogni giorno osservate le gemme, le foglie attaccate dai parassiti, la fioritura.
Infine decidete il verde a terra: pomodori, erba, margherite, lavanda, angurie, patate, zucchine, qualunque cosa vi risuoni. Anche in questo caso sarà il verde a venirvi incontro nella fase progettuale.
Ricordate che il vostro spot non segue l’andamento delle stagioni, sceglietevene una e che sia quella. Il mio è sempre verde e rigoglioso come nella tarda primavera prima dell’opulenta calura estiva. Ogni tanto dovrete occuparvene da bravi giardinieri: andrete lì non per prendere ma per dare sarchiando, togliendo le erbacce, concimando, riportando terra, mettendo a dimora nuove piantine. Ed intrattenendovi con le piante stesse, ringraziandole e parlando con loro. Se in qualche cerchio Lakota tanto di moda vi hanno insegnato ad offrire tabacco fate pure, se vi viene di dire Augh! idem, se però onorate le vostre tradizioni evitando di scimmiottare culture non vostre è meglio. In ogni caso dire grazie e fumigare un po’ di salvia non fa male, anzi. Non dimenticatevi di portare i fiammiferi, nel vostro spot la Coop sei tu, quell’altra non c’è…
Se ritenete di avere bisogno di maggiore precisione disegnate: non è necessario essere ingegneri o architetti del verde, basta metterci Amore e impegno. Vi accorgerete di essere pronti quando, pensando al vostro spot, lo riconoscerete ad occhi chiusi sin nei più minuscoli fili d’erba e lo sentirete vostro.FDA 2015.10.22 Soldi alberi disegnoPensateci spesso nei momenti più disparati della giornata e prima di addormentarvi, osservatelo, sentitelo parte di voi, andateci a leggere il giornale o a farci un pisolo come se andaste al parco, portateci qualcosa di vostro, un oggetto, un libro, un attrezzo da giardino che avrete acquistato appositamente, una casetta per gli uccelli che avrete costruito con le vostre mani, un bastone che avrete raccolto durante una passeggiata nel bosco.
Il mio spot è una minuscola isola tondeggiante prossima alla riva orografica sinistra di un grande fiume che proprio in quel punto assume le sembianze di un lago, collegata alla terraferma da un ponticello in legno al quale accedo varcando un cancelletto che tengo chiuso e che ho cura di riaccostare quando me ne vado. Niente serrature o lucchetti, non servono.
C’è un solo albero, una grande Quercia isolata al centro di un morbido rilevato posto verso la parte terminale dell’isola orientata a Nord. L’accesso avviene da Est poi piego a Nord sino ad arrivare alla Quercia, sotto la quale mi siedo dando le spalle al tronco in modo che il mio sguardo sia orientato a Sud, al Sole, al colore dell’Oro. Vale a dire che entrando percorro un quarto di circonferenza lungo un sentierino in terra che si snoda lungo il profilo meridionale dell’isola sino a raggiungere l’intersezione con il Sud, e piego a destra dirigendomi in rettilineo lungo il sentiero che porta alla Quercia. Ai miei fianchi un’estensione di stretti campi paralleli alterna frumento e lavanda. Le erbacce non sono anonime, ho scelto il tarassaco con i suoi fiorellini gialli e talvolta ne colgo una foglia per masticarla.
Sulle spalle porto uno zainetto, nel mio caso un vecchissimo Smemoranda ex-bianco a due tasche. Anche quando non viaggio da solo ne porto uno soltanto: esagerare con l’abbondanza significa sconfinare nell’avidità, e il boomerang è in agguato. Tanto lo spot è sempre lì per tutte le volte che ne ho bisogno. Ma non è un bancomat.
Ricordate quindi di portarvi uno zainetto a due tasche, meglio se vecchio e da bancarella piuttosto che fiammante. E vestitevi come vi pare, ma senza sfarzo e tenendo conto che andate in Natura.
Arrivato all’ombra delle prime foglie saluto la Quercia e, tenendo lo sguardo a terra, raggiungo il tronco, tolgo lo zainetto, lo poso a terra aprendo entrambe le tasche e mi siedo, come detto volgendo ed appoggiando le spalle al tronco ed osservo verso l’orizzonte a Sud dove il lago, fra due catene non interrotte di monti, diventa sempre più ampio e luminoso dei baluginii del sole.
Esprimo l’intento che mi ha portato fin lì avendo l’accortezza di chiedere, non di pregare o peggio implorare. Se non siamo certi che funzioni non funzionerà.
Breve digressione nella religione cattolica per favorire la comprensione del concetto: avete presente il Padre Nostro? Bene, limitiamoci al “dacci oggi il nostro pane quotidiano”… Non “per favore ti prego ti scongiuro fammi avere un tozzo di pane” che presuppone che Dio, l’Energia, Madre Terra o chi volete voi potrebbe non esaudire il nostro desiderio, magari perché siamo stati cattivi e quindi indegni, bensì “ti chiedo di darmi ciò che ho bisogno” perché so che puoi farlo, so che lo farai, esisti per quello e io sono qui a riconoscerti ed onorarti credendo in te, che in realtà sei me, e ci metto anche la forza del mio intento, la volontà e la responsabilità del successo.
Ho nominato, sin qui, più volte l’intento e adesso è arrivato il momento di chiarire un ulteriore concetto. Non siete lì per chiedere denaro per il denaro, non vi serve per farci il bagno come zio Paperone. Siete lì per chiedere denaro come mezzo per cambiare casa, pagarvi un corso, una vacanza, rifarvi le tette, aiutare una persona in difficoltà, rinnovare il guardaroba… insomma una ragione concreta e ben precisa. Comprese quelle moralmente tutt’altro che ineccepibili: comprare un Kalashnikov, assoldare un killer, mantenere un amante, affittare un toyboy, quello che vi pare. Quello che ne fate del denaro che otterrete è affar vostro, compreso nuocere agli altri. Tanto l’Energia gira… e girando torna. Ok, ci siamo capiti.FDA 2015.10.22 Soldi alberi zainetto vinoUn consiglio: le prime volte e comunque fino a quando non vi sentirete a vostro agio ed accolti dallo spot che avete creato, andateci, sedetevi sotto il vostro Albero Sacro e restate lì senza fare nulla, senza chiedere nulla. Magari portatevi un libro o dormite. E’ uno Spazio Sacro, evitate di mangiare, bere, fumare, pisciare contro il tronco dell’albero.
Se vi fa piacere potete parlarne, ma evitate di condividerlo con il vostro compagno, marito, moglie, fidanzata, fratelli, sorelle, amici a meno che non lo abbiate costruito insieme. In quel caso potete anche farci l’amore, che come Energia non è affatto male, specialmente se siete una coppia cosiddetta tantrica. Ma stiamo andando oltre il tema, anche se non fuori: è un argomento che potrò affrontare in un’altra occasione.
Insomma, vi sto dicendo che quella è casa vostra, è il vostro giardino privato e segreto costruito con le mani del vostro Intento e della vostra Energia, non da conquistare ma dal quale farvi riconoscere ed accogliere. Lo ripeto: non è il bancomat.
Ok, eravamo rimasti che eravate seduti con lo sguardo a Sud, verso l’orizzonte. Siete pronti? Sentite il fresco ombroso del vostro Albero? La leggera brezza che mitiga la calura? Bene, alzate lo sguardo alle foglie: ogni foglia sulla quale poserete lo sguardo si trasformerà in una banconota che svolazzando pigramente scenderà verso il suolo mentre al suo posto si riformerà immediatamente un’altra foglia e, se la guarderete, anch’essa diverrà una banconota e così via.
Potete scegliere la valuta ed il taglio che vi pare, purché reali e in corso, con l’avvertenza che una volta presa la decisione è meglio non mutarla più. Tanto non è che avrete problemi con i corsi dei cambi… Io ho scelto le banconote da 500 Euro, perché mi piaceva il colore, maggiormente intonato con quello della lavanda rispetto al giallo dei tagli da 200, che non c’entra nulla con il frumento.
Osservate quindi, senza stare a contare quante banconote fate scendere: rilassatevi. Lasciate che l’abbondanza fluisca. Anche qui vige la famosa regola del bon ton: alzarsi da tavola non completamente sazi.
Quando vi riterrete soddisfatti abbassate lo sguardo a terra e, con movimenti morbidi, iniziate a raccogliere le banconote con delicatezza ed a riporle nella tasca grande dello zainetto che avete portato dopo averle riordinate almeno un poco.
Attenzione, non tutte! Lasciatene sul terreno almeno un quinto e, se proprio non ce la fate, un decimo. Valutazione a occhio, è ovvio. Bene, ora raccogliete anche quelle e mettetele nella tasca piccola dello zainetto: vi serviranno per diffondere l’abbondanza che vi è stata concessa. Come? Anche qui, come preferite purché sia un’iniziativa improntata alla solidarietà. Se non vi piace quello che c’è in giro inventatevela: adottate gatti randagi, contribuite a rimboschire una vallata alpina, fornite un pasto a chi non può permetterselo, impiantate un’azienda equosolidale.
Non è virtuale l’iniziativa, come non sarà virtuale il denaro che entro pochi giorni inizierete a percepire sotto forma di guadagni extra, pagamento di crediti dimenticati, regali. Le possibilità sono pressoché infinite salvo una, e immaginatene la ragione: con il gioco non funziona. Ecco, quando riceverete quel denaro ricordatevi della decima. Certo, la decima. Cosa credevate, che la Bibbia l’avessero scritta certi fratelli Grimmstein per parlare di mele, serpenti, entità spirituali, sodomia e piatti di lenticchie?
Bene, raccolto tutto e sempre senza più guardare al fogliame issatevi in spalla lo zainetto (sentite come pesa ora?) ed allontanatevi in linea retta. Nel mio Spazio mi volto solo quando giungo al piede della collinetta: saluto la mia Quercia ringraziandola e, salutando anche il campo di grano e lavanda, percorro a ritroso il sentiero approssimandomi al ponticello. Lo supero e me ne vado avendo l’accortezza di riaccostare il cancelletto.
Me ne sto un attimo sulla riva del lago esprimendo ancora gratitudine e rimirando la mia isoletta i cui contorni sfumano diventano man mano più evanescenti e torno a casa ripercorrendo il cammino dell’andata.
Caffè, pipì, sigaretta. E silenzio, almeno per un po’.

Alberto C. Steiner – FdA

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Consapevolezze 1: Dio è nato Donna? – Pubblicato il 06 settembre 2015
Consapevolezze 2: le Porte – Pubblicato il 29 settembre 2015
Consapevolezze 3: I soldi crescono sugli alberi. Prima parte: la visualizzazione – Pubblicato il 21 ottobre 2015