Boxing Helena: del possesso e non solo

Uscito nel 1993 e immediatamente stroncato dalla critica che lo bollò come grottesco, perverso, ridicolo, noioso, tendenzialmente idiota, un videoclip pseudo erotico, Boxing Helena è un film dimenticato.
Non da me, che ne ricordo tuttora la carica di perversa e folle violenza, nonché le implicazioni legate ad un possesso morboso.
Diretto da Jennifer Lynch, i protagonisti sono il chirurgo Nick interpretato da Julian Sands e Helena, interpretata da Sherilyn Fenn dopo il rifiuto di Madonna e Kim Basinger.
Nick è un affermato chirurgo, apparentemente normale nonostante un traumatico vissuto infantile, che pur vivendo una relazione con Anne, è ossessionato dalla brama di possedere (letteralmente) Helena che, affascinante e indipendente, non vuole saperne di lui.
Il caso vuole che Nick, ritrovandosi Helena in sala operatoria poiché ha subito un grave incidente automobilistico, ne approfitti per rapirla nascondendola nella propria casa, dove le amputa gli arti superiori e inferiori.FDA 2016.06.30 Boxing Helena 001Nonostante la grave menomazione Helena, pur vivendo in un completo stato di dipendenza da Nick che – allestitole una specie di trono per trasportarla ovunque come una bambola – provvede alle sue più elementari necessità, si dimostra ancora una volta indomabile ed aliena a qualsiasi compromesso: Nick può avere quel che resta del suo corpo. E niente altro, salvo sarcasmo e disprezzo, sino all’inevitabilmente tragico finale.FDA 2016.06.30 Boxing Helena 002Curiosità: ambientato prevalentemente in interni, per il set venne scelta la medesima casa utilizzata nel film A spasso con Daisy e, che io ricordi, sino a un paio di anni fa ne erano disponibili alcune copie in dvd presso un negozio per cinefili specializzato in b-movie dei generi trash, pulp, splatter e poliziottesco ubicato in Porta Venezia, a Milano.
Non sto qui a raccontare la morale o il significato di questa pellicola, che a mio parere avrebbe meritato miglior sorte, ma la cui tematica profonda e sottilmente raffinata si scontrò evidentemente con le regole del botteghino: possesso, attaccamento, violenza, incapacità di accogliere, donare, confrontarsi. C’è di tutto e di più, e ciascuno può trovarvi l’insegnamento che maggiormente gli risuona.

Alberto C. Steiner