Idolatria e superstizione: come Folgore dal cielo

Con le oltre tremila particelle censite come appartenenti alla croce di Cristo, originariamente due travi della sezione di 5 centimetri, larghe 20 e lunghe rispettivamente 90 e 180: totale 5.400 cm2, si potrebbe pavimentare a parquet un locale di sei metri per otto, totale 480.000 cm2.
Il mercato delle reliquie, vivissimo nel Medioevo, comprendeva i reperti più stravaganti e improbabili. Tra questi persino un piolo della scala vista, in sogno, da Giacobbe.
A mio avviso l’oggetto più stravagante di tutti, in più circostanze addirittura indicato come apotropaico, è il Sacro Prepuzio. FDA 2016.07.21 Sacro Prepuzio 003Ci si creda o meno è indiscutibile come Gesù, per ribaltare con la sua venuta il mondo come fece, doveva per forza avere due palle così. E, se tanto ci dà tanto… però a ben vedere nessuno ha mai parlato del suo pisello se non per citarne il prepuzio, anzi i suoi prepuzi considerato che nei corsi e ricorsi della storia si è giunti a contarne fino a 18, di-ciot-to, venerati come reliquie. Ora, se la circoncisione avvenne al compimento dell’ottavo giorno, o i pezzi che se ne ricavarono furono microscopici o Gesù, possedeva sin da infante una proboscide da paura…
Detto questo, la tradizione ci narra come il prepuzio primigenio, the original, fosse stato dato da un angelo a Carlo Magno mentre questi pregava presso il Santo Sepolcro. Fatto da interpretare come segno divino? Sicuramente… Mi immagino il re dei Franchi assorto in preghiera che chiede: Signore, dammi un segno! e in quella tra scoppi e lampi, come folgore dal cielo e come nembo di tempesta scende l’angelo che ieratico lo ammonisce:FDA 2016.07.21 Sacro Prepuzio 001Breve quæsītum peregrino: Carlo Magno trascorse forse la vita a cercare di capire che accidente volesse significare l’angelo? E la chiesa, dal canto suo, mise in campo i migliori teologi per sviscerare il significato occulto del messaggio divino? Non si sa.
Resta il fatto che Carlo Magno, probabilmente, oltre a non comprendere il messaggio non comprese neppure cosa fosse la reliquia, e chiese lumi al divino emissario, che pronto rispose:
Hai chiesto tu un segno a Dio?
Ehm… oui… demandai-je un signe.
Ed ecco che Dio ti dice: “Hai tu chiesto a Me un Segno? Ed ecco, orsù, Io ti dono un Segno prezioso: il sacro prepuzio di Cristo mio figlio!”
…?…
Immagino lo sbigottimento del monarca Franco: alla fin fine Dio gli aveva dato come segno, come sul dirsi e in questo caso letteralmente, una cippa di minchia… ma a Caval Donato, specie se celeste, non si guarda in bocca. In ogni caso, non sapendo cosa farsene di un pezzo di cazzo e non volendo darlo ai cani, chissà mai che il gesto scatenasse un’iradiddio, sfruttò l’occasione della propria incoronazione – avvenuta il 25 dicembre dell’anno 800 – per donarlo a Papa Leone III. Il quale, pur sentendosi preso per i fondelli, della serie: fanculo, io ti aiuto a mettere in piedi nientemeno che un sacro romano impero e in cambio ci guadagno una fava… non potè che far buon viso a cattiva sorte, collocando la reliquia nel sancta sanctorum della basilica di san Giovanni in Laterano a Roma, edificata nel IV secolo.
E fin qui tutto bene, il santo prepuzio sarebbe stato dimenticato o tutt’al più sarebbe stato ricordato soltanto da prelati in vena di voyeurismo feticista, se nel corso dei secoli non ne fossero stati rivendicati ben altri diciassette: da Chartres a Besançon a Conques, da Langres a Charroux ad Anversa e Metz, nonché da Hildesheim, Langres, Fécamp, Puy-en-Velay, Calcata, Auvergne e persino da Santiago di Compostela per citare alcune prelature.FDA 2016.07.21 Calcata 001Ma la Storia ci segnala anche un casus belli tra Calcata, località in provincia di Viterbo, e l’abbazia francese di Charroux (char – roux, carne rossa?). E già qui le cose cominciano a non quadrare: e detta di quei monaci Carlo Magno avrebbe donato a loro il Santo Prepuzio – e quello dato a Leone III? l’avrà diviso in due per non far torto a nessuno? – tant’è che nel XII secolo il prepuzio francese (chiamato zizì per distinguerlo da quello italiano? anche su questo aspetto la Storia tace…) fu portato in processione a Roma, affinché Innocenzo III ne comprovasse l’autenticità, e io mi vedo la processione che varca innumerevoli postazioni di gabellieri in puro stile Non ci resta che piangere: Quanti siete? dove andate? cosa trasportate? e lascio volentieri a chi legge il piacere di inanellare risposte…
Ad ogni buon conto Innocenzo III rifiutò il riconoscimento. E ci mancava altro, riconoscere la concorrenza, visto che a Roma l’oggetto aveva cominciato a produrre fatturato sotto forma di pellegrinaggi, oboli, donazioni e quant altro! Sta di fatto che ad un certo momento la reliquia scomparve, e mi figuro il fior fiore degli agenti segreti impegnati nella delicata missione:
“Ragazzi dobbiamo andare in Francia, con l’aria di quelli che non hanno un cazzo da fare, intercettare un cazzo di pezzo di cazzo e farlo sparire in modo che non se ne sappia più un cazzo! È tutto chiaro? ‘È’ tutto chiaro?”
“Cristallino, Confratello Conte Camerlengo Comandante Secreto in Cristo!”FDA 2016.07.21 Sacro Prepuzio 002Abbiate pazienza, all’epoca erano un po’ prolissi… Siccome non avevano ancora inventato il TSO gli agenti chiamarono, in gran segreto e giusto per paracularsi e non smentirsi, l’esorcista ed il Sant’Uffizio a beneficio del loro Comandante.
In ogni caso la reliquia scomparve, per riapparire fortunosamente nell’anno 1856 contestualmente all’effettuazione di alcuni restauri all’abbazia: figuriamoci se l’avevano buttata! i tempi cambiano ma i servizi non si smentiscono mai: imboschiamo, imboschiamo, qualche cosa resterà…
E questo innescò una furibonda diatriba teologica tra l’abbazia di Charroux e la citata località di Calcata dove, secondo una leggenda, nel 1527 fu catturato il più sfigato dei Lanzichenecchi che aveva partecipato al sacco di Roma, riuscendo ad asportare solamente un oggetto… si, proprio quello, da san Giovanni in Laterano. Naturalmente il mercenario fu imprigionato e ovviamente nascose il reliquiario contenente il sacro prepuzio nella cella perché come è ben noto, essendo svizzero, mica era analfabeta: aveva due lauree, una in ingegneria e l’altra in filosofia oltre a un master in cioccolatologia finanziaria applicata e comparata, naturalmente conseguito a Sion, e faceva il mercenario per scelta esistenziale amando la sorella più piccola di Carlo V d’Asburgo ma essendone stato respinto.
Quindi, per dirla con il Teorema Di Pietro, non poteva non sapere cosa contenesse il reliquiario. Trent’anni dopo il sacco di Roma la teca venne scoperta e la chiesa iniziò a venerare la reliquia concedendo un’indulgenza decennale ai pellegrini che la visitavano. Per chi se lo fosse dimenticato: le indulgenze avevano un costo, oggi diremmo libera offerta consapevole.
Torniamo all’anno 1856: apriti cielo! la scoperta innescò uno scontro teologico di proporzioni omeriche tra Calcata, che venerava il prepuzio da centinaia di anni, e Charroux.
Finché, non potendone più, nel 1900 papa Leone XIII vietò a chiunque di scrivere o parlare del santo prepuzio pena la scomunica, invitando i contendenti ad andare in Africa a far qualcosa di utile invece che star lì a trastullarsi con delle, per l’appunto, minchiate. Va infatti detto che Leone XIII, nonostante fosse stato eletto in età avanzata, governò per un quarto di secolo con intransigenza e pugno di ferro dando vita alla dottrina sociale della chiesa con la celeberrima enciclica Rerum Novarum e promuovendo le missioni in Africa.
Alla fine anche il prepuzio di Calcata, portato in processione per l’ultima volta nel 1983, scomparve rubato insieme a gioielli e ad altre reliquie. Per concludere in bellezza, la chiesa ha recentemente rimosso dal calendario liturgico la celebrazione della circoncisione, fissata per il 1° gennaio.
E gli altri sacri prepuzi? Mah… a parte quello che Caterina da Siena sosteneva di portare al dito nei suoi momenti estatici come pegno del suo fidanzamento con Cristo (sob!), degli altri, tra sommovimenti luterani e rivoluzione francese, non si è saputo più un ca… ehm, nulla.FDA 2016.07.21 Sacro Prepuzio 004Bene, alla fine di tutta questa storia qual’è la morale, sempre ammesso che ve ne sia una? Semplicissima: abbiamo argomentato di una fra le migliaia di reliquie della chiesa cattolica, delle quali come è noto si fece un forsennato commercio, ma il discorso vale per qualsiasi elemento che viene idolatrato attribuendogli poteri sacri, taumaturgici, apotropaici: dai mala alle immaginette ai poster di santi, illuminati, maestri, guru e santoni financo a capi di abbigliamento eticosolidalspiritualmeditativi. Tutto ciò, insomma, che ci distoglie da un sano raziocinio e che ci discosta dal considerare che la guarigione, la crescita interiore, la consapevolezza, il risveglio o sono o non sono. E se sono, lo sono dentro di noi. Senza spazio per anestetizzanti feticci.

Alberto C. Steiner