La ricerca esoterica è per pochi, fatevene una ragione

Cito con una certa frequenza riflessioni ed aforismi di Roberto Minichini, apprezzabile germanista, astrologo e scrittore.
Recentemente, in contesti diversi, ha redatto alcune considerazioni sull’esoterismo di massa, quello che definisco prêt-à-porter, assimilabile al vino di pronta beva che un tempo gli osti mescevano al banco, solitamente di infima qualità e relativamente al quale un proverbio recitava “el vin a bôn mercàa el mèna l’omm all’ospedàa”, il vino a poco prezzo porta l’uomo all’ospedale.
Giustappunto a proposito di vino, e derivati, non mi stancherò mai di ripeterlo: se l’ubriacatura sessantottesca può aver avuto il merito di far uscire certi fenomeni culturali dai sepolcri imbiancati, ha però comportato che chiunque, per il fatto stesso di esistere, pretendesse di ottenere, per intervento divino o, più pragmaticamente, di uno stato-mamma, di uno stato-tetta, virtute e conoscenza, accesso alle secrete cose, visioni, premonizioni, viaggi più o meno astrali e dialoghi da pari con Belzebù e Manitù.
In realtà, al massimo, avrebbe potuto aspirare a Mazzabubù ma nel delirio totale sub pressapochismo imperante tutti dovevano essere capaci di tutto, avere accesso a tutto, anzi avere il diritto di avere accesso a tutto.
L’esito di tutto ciò è che oggi gli effetti di tale massificazione sommamente votata all’ignoranza ed al pressapochismo sono visibili a chiunque, unitamente a quelli del suo indotto mercificatorio. Sapevate che, dopo il porno, l’esoterismo è il settore che fattura di più, di pochissimo inferiore all’industria farmaceutica?
Ciò premesso, riporto quindi, senza nulla togliere o aggiungere, alcune interessanti riflessioni a tema che Roberto Minichini ha affidato nei giorni scorsi alla sua pagina Facebook ed al suo blog, accessibile da questo link.FDA 2019.02.15 Cioè fratelliMi rendo conto perfettamente che viviamo in una epoca della divulgazione di ogni cosa, è l’epoca, come la definiva il grande metafisico René Guénon, “dell’odio per il segreto”.
Quando faccio delle analisi astrologiche, le faccio esclusivamente per iscritto. Un rapporto completo, chiaro, documentato, rileggibile anche dopo venti anni, se si vuole. Ma non rivelo mai le mie tecniche, mi viene chiesta una analisi di una situazione, e io scrivo l’analisi di una situazione.
Molti invece pensano di diventare astrologi facendo un consulto. Pensano che sia facile essere astrologi, pensano: “Allora mi faccio fare un consulto, vedo come funziona e lo faccio da solo.” (14 febbraio 2019)
Divulgare o non divulgare le conoscenze occulte?
Come astrologo ho sempre avuto la forte tentazione, o meglio, tendenza, ad evitare la divulgazione delle tecniche astrologiche. In particolare di quelle, magari considerate marginali o poco note, che invece funzionano splendidamente, e danno informazioni preziose e necessarie per interpretare una carta astrale.
Siccome mi occupo in generale di esoterismo e di occultismo, ho molto spesso tenuto un atteggiamento in cui considera non giusto e anzi completamente sbagliato rivelare tutto. In molte tradizioni del mondo, anche quelle iniziatiche dove senza iniziazione ricevuta non si fa nulla, esiste l’obbligo del segreto. Il segreto viene tenuto sulle tecniche divinatorie, i rituali magici e gli insegnamenti esoterici dottrinali, semplicemente si tace e si tiene tutto all’interno di uno stretto circolo di iniziati o comunque adepti. Divulgare tutto come se si trattasse di pubblicità commerciale o di propaganda politica, non è un atteggiamento antico e tradizionale, è invece il marchio di questi tempi moderni che stiamo vivendo. E qui quindi nasce un dilemma: divulgare tutto perché lo fanno tutti ( in verità però non è affatto vero che lo fanno tutti, in gran parte del mondo vige la dottrina dell’arcano e del silenzio, si custodiscono i segreti magici ed esoterici come molto preziosi ), oppure mantenere una linea fedele alla Tradizione, in cui certi saperi particolari erano coltivati in circoli molto ristretti? La continua ed ossessiva divulgazione che viene praticata a livello di massa, ha portato dei benefici? Non credo. La qualità di questa divulgazione e di questa recezione rimane in ogni caso in gran parte piuttosto scadente. Nella grandissima e larga misura tutto ciò serve solo ad illudere, in quanto gli insegnamenti cosi facilmente divulgati, o sono imprecisi, o incompleti o distorti, e hanno un scarso impatto nel trasformare spiritualmente i cercatori.
I quali molto spesso non si rendono conto che l’esoterismo o l’occultismo sono basati su uno stile di vita disciplinato, un lavoro su se stessi prima di tutto, e soltanto dopo si tratta di fare riti o prevedere il futuro o proclamarsi questo o quell’altro (anzi, sappiamo bene come chi fa non si proclami affatto, spesso anzi neghi – nota mia).
Anche l’astrologia a mio avviso va inquadrata nel novero delle scienze occulte, ogni occultista serio che segue la Tradizione Esoterica Occidentale conosce anche l’astrologia, oltre a diverse altre discipline.
Il linguaggio e il simbolismo alchemico è pervaso dal linguaggio dei simboli e dei concetti astrologici, lo stesso accade per la magia. Molto della magia rituale è basato tenendo conto delle fasi lunari, degli aspetti planetari in corso e delle ore planetarie. Inoltre nella magia astrologica vera e propria tutto è basato sulla astrologia, e il punto di partenza e di riferimento è sempre il tema natale.
A questo punto si potrebbe forse decidersi se rispondere alla fine lo stesso positivamente alla tendenza a divulgare le conoscenze e i segreti. Con il fatto di distinguere fra i due. I segreti più profondi e molti dettagli importanti non vanno mai per nessun motivo divulgati al pubblico, d’altra parte sono di tale natura che una enorme parte del pubblico non ne avrebbe comunque alcun beneficio.
Le conoscenze generali possono essere esposte, e anche quelle particolari, ma va fatto con serietà, profondità, un sistema di esposizione molto serio e rigoroso. (30 gennaio 2019)
Sulla pratica della Magia
È mia intima convinzione che la Magia non possa essere praticata da tutti in maniera indiscriminata. Quindi che senso ha pubblicare rituali (inventati poi da chi?) e pretendere che chi non è profondamente nel sentiero magico si metta a fare magia fai da te? Non ha alcun senso.
Se le cose fossero cosi semplici tutti sarebbero maghi e maghe, cosa che oggi sembra cosi, ma è completamente falso.
Ci vuole una preparazione interiore e una esperienza di molti anni, spesso un impegno a tempo pieno, per riuscire ad entrare effettivamente nel mondo della Magia. Lo spirito di un vero mago è molto particolare e raro da trovare, egli ha una sensibilità e una abitudine a lavorare con le entità e il mondo astrale, una abitudine che diventa solida capacità pratica soltanto dopo un periodo estremamente lungo di apprendistato. La Via del mago è difficile, è lunga, come già ribadito, ed è piena di prove ed errori, soprattutto i primi anni di pratica. Tutti maghi?
Nell’immaginario Facebook forse, nella realtà assolutamente no. È anche vero che un mago comunque non è un essere infallibile, ma un mago è un essere umano con le sue virtù e i suoi difetti, i suoi sbagli e le sue debolezze, è una persona che può fallire come tutte le altre, e anche le sue magie possono spesso non avere effetto. Questo va chiaramente detto.
Chi mi viene a raccontare di maghi che non sbagliano mai, e i cui riti funzionano sempre, mi viene a raccontare qualcosa a cui non crederò mai. (12 febbraio 2019)
Tutti parlano con gli Arcangeli
Davvero curioso, sembra, girando per Facebook, che parlare con gli Arcangeli sia alla portata immediata di tutti.
Confesso di non essere in grado di conversare con un Arcangelo, ma devo essere uno dei pochi a cui manca questa capacità.
È incredibile. Tutti parlano con gli Arcangeli. Se poi non lo fanno basta postare la domanda: “Scusate, mi vorrei fare una chiacchierata con qualche Arcangelo, possibilmente oggi, in giornata. Ditemi come si fa.”
E allora vedi stormi di commentatori che ti spiegano quanto sia facile comunicare con gli Arcangeli. Questo oggi viene considerato esoterismo. Non si sa se ridere o piangere.
È una situazione catastrofica per l’esoterismo, la quantità distrugge completamente ogni qualità. (12 febbraio 2019)
Fare un viaggio astrale è facile come prendere un autobus
Le schiere immense di utenti Facebook che ci raccontano dei loro viaggi astrali, evidentemente una pratica più diffusa e più facile che prendere un autobus.
Poi vengono date istruzioni dettagliate come viaggiare in astrale, per quei pochi che ancora non lo sapessero fare. Dai, parlatemi di Chakra, di Kundalini, di Karma, di Spiriti degli Antenati, di evocazione dei demoni della Goetia, tutto nello stesso calderone, assieme ai viaggi astrali.
Per favore, non dimenticate qualche rito pagano, o qualche pratica stregonesca, che oggi vanno per la maggiore. Se volete riempiere uno stadio di calcio di gente che conosce il paganesimo e la stregoneria, ci mettete cinque minuti.
Ma torniamo ai viaggi astrali, chi non li sa fare alzi la mano. Ebbene sono io quello più incompetente, che ho letto e studiato testi corposi sull’argomento, che ho sperimentato con mille esercizi. A me i viaggi astrali non riescono, non mi vergogno di ammetterlo. E neanche sono tanto sicuro di sapere cosa facevano nel passato i mille pagani diversi o le streghe, che sarebbe da vedere cosa si intende sotto questo termine.
Mi dichiaro il più ignorante degli utenti Facebook in ambito esoterico. Il più imbranato nella disciplina dei viaggi astrali. Al massimo mi riesce di fare qualche sogno, ma un vero e proprio viaggio astrale non mi è mai capitato. (12 febbraio 2019)
E qui, per dovere di completezza – più che altro per far contento il mio ego – riporto il mio commento con successiva replica di Roberto
Io: “Effettivamente, Roberto, anche per me è semplicissimo: prendo la 77 al Corvetto e scendo all’Abbazia di Chiaravalle.
Lì c’è il portale: lo varco e mi trovo nei mondi altri in una correlazionenoncorrelata di spaziotempo colorigiottoesesonoingranacarand’ache che dipingono i colori dei chakra, del cuore perché lamentemente.
Al rientro mi fermo alla bottega dei frati e compro uova, formaggi e vini dell’Abbazia di Neustift (Novacella): Kerner, Blauburgunder, Gewurztraminer.
Semplicissimo.”
Roberto: “Hai ragione, questa è la tecnica giusta. Ma è meglio tenerla lontana dalla curiosità immeritevole dei profani.”
Io: “Soprattutto per quanto riguarda il Blauburgunder.”
Una evocazione di successo
Pratica magica per eccellenza, l’evocazione magica diretta è quella che dona le emozioni più forti, e fa sentire la tangibile forza e realtà dell’Occultismo. La lista delle entità da evocare è lunga, tradizionalmente ci hanno già pensato da molti secoli a dare nomi, sigilli e a spiegare le nature delle varie forze spirituali che possono essere richiamate. Una evocazione di successo non è mai una operazione facile e non è mai un gioco, si tratta di un procedimento occultistico da prendere molto sul serio. Le entità evocate sono dotate spesso di grandi poteri e hanno a loro disposizione un largo numero di spiriti servitori. Non esiste modo più sicuro ed efficace che imparare la Magia direttamente da queste entità, e non dai libri, che spesso non servono a niente. I libri di Magia tradizionali sono in ogni caso molto ben congegnati, sono fatti spesso a posta per non dare le perle a chi non le merita, a deviare, ad oscurare il percorso, a diffondere una parte della verità mescolata a molta voluta disinformazione. Questo appunto perché la Magia non è una disciplina pubblica per tutti, ma una pratica molto riservata di una minoranza di adepti veri. In caso di contatto tramite evocazione con una entità potente, ogni esigenza di Maestri o testi scompare del tutto. E’ l’entità stessa che istruisce in molti modi differenti il mago, amplia le sue conoscenze, fortifica i suoi poteri, rende molto più efficaci le sue azioni. (13 febbraio 2019)
Questo, come detto senza nulla aggiungere o togliere, è quanto. Per completare il quadro rimarrebbero da citare solamente Umberto Eco, relativamente alla nota dichiarazione secondo la quale internet ha dato parola ad ogni imbecille prima confinato fra gli scemi del villaggio, e Vittorino Andreoli quando afferma che … non c’è più speranza.

Alberto Cazzoli Steiner