In quel tempo, dei bambini non si seppe niente

Italiland, 25 marzo 2020 h05:00: probabilmente stanno ancora dormendo i bambini, in questo non-luogo dell’anima che ne conta quasi otto milioni1, molti dei quali stanno perdendo mesi di scuola perché non possiedono un computer.
Come dite, chi non possiede, oggi, un computer? Ma dove vivete, imbecilli, nel mulino bianco?Forse invece non stanno dormendo ma si stanno premendo il cuscino sulle orecchie per attutire urla, ingiurie e forse anche il suono delle botte, i bambini figli di coppie violente o che stavano per separarsi ma che l’incipiente dittatura ha costretto alla convivenza forzata.
Molti bambini, inoltre, se ne stanno con gli occhi spalancati nel buio, terrorizzati all’idea che qualcosa di indefinito, mostruoso, vi si materializzi per ghermirli. Ed a nulla vale la presenza di uno od entrambi i genitori a pochi metri, nell’altra stanza, nel letto accanto, nello stesso letto poiché gli stessi non sono stati in grado di spiegare cosa stia accadendo.
I bambini sono spugne, assorbono. Assorbono lo sgomento, lo scoramento, la paura, la rabbia, la frustrazione, l’impotenza dei genitori, e per questa ragione stanno sviluppando innumerevoli somatizzazioni derivanti da ansia, angoscia, terrore, paranoia: acetone, asma, stipsi, psoriasi e via enumerando.
Molti bambini sono spaventati dagli stessi genitori, malati di mente o tossicodipendenti in crisi di astinenza, o alcolisti, che non avevano mai visto in questo stato di abbrutimento, per tacere di quei bambini a rischio pedofilia tra le stesse mura domestiche.
Innumerevoli bambini, costretti in pochi metri quadrati, non possono sottrarsi al fumo passivo di genitori tabagisti, che questo infame regime coccola e vellica, insieme con quelli dipendenti dal gioco, permettendo l’apertura delle tabaccherie nel timore che esseri senza sedativo possano organizzarsi in tumulti.
Il regime sa bene come svolgere il proprio lavoro.
Ci sono i bambini che, come tutti, avrebbero fisiologicamente bisogno di uscire e invece sono ristretti2 in case buie, rese malsane da risalite di umido e muffa, non infrequentemente prive di vetri, rotti e non sostituibili, e di riscaldamento; i bambini lasciati soli tutto il giorno perché i genitori, o l’unico genitore, lavorano, e non è escluso che svolgano un lavoro notturno; i bambini che presto, o già ora, non hanno da mangiare perché la famiglia ha perso improvvisamente il lavoro e si è trovata di botto senza un soldo.
E poi ci sono i bambini disabili, i bambini invisibili: privi di ogni aiuto esterno ora che i centri diurni sono chiusi, ora che il sostegno fisico e psicologico a domicilio è sospeso, ora che le terapie ospedaliere sono inesistenti stanno vivendo una situazione di degrado, di disumanità.
Sento montare la rabbia dei loro genitori, un furore cieco che, costretto però a stemperarsi dalle circostanze e dal fatto che nella media la gente è mite, non si esplica come dovrebbe: acquistando bottiglie di vetro e taniche di liquido infiammabile ed assalendo i luoghi del potere: le banche che presto potranno incamerare i risparmi, le caserme che alloggiano i mercenari fucilatori che potrebbero irrompere di casa in casa per costringere alla separazione, alla deportazione o alla vaccinazione forzata, le prefetture da dove partono gli ordini di contenimento che equivalgono a quelli di sterminio, i tribunali dove si è perso il senso della giustizia, i giornali e le televisioni dove allignano farabutti che si prostituiscono, le chiese dalle quali partono solo fervorini, rimbrotti e discorsi insulsi.
E invece molti bambini, in questa merdosa estensione peninsulare dove i cani possono uscire e loro invece no, languono e muoiono. Come dite, nessun giornale ha parlato di bambini morti? Si vede proprio che il cervello l’avete trovato nel Kinder… volete anche che ve lo vengano a dire? Un bambino morto, magari disabile, non è una notizia. Può esserlo quando deve suscitare impeti di buonismo da libro cuore in tempi di vacche grasse, magari per stimolare donazioni, non ora. Ora c’è spazio solo per il terrorismo, per la conta dei morti da immondo virus.
Penso che se avessi, oggi, Andrea piccolo lo porterei fuori, fottendomene di divieti idioti, di sbirri ottusi e di spioni alle finestre urlando il mio, anzi il suo, sacrosanto diritto ed insegnandogli così ad essere un Cittadino, costi quel che costi, e non un servo.
Nel contempo mi chiedo perché i genitori, baldi trentenni e quarantenni, se ne stiano rintanati incuranti di quello che dovrebbe essere il loro bene più prezioso.
Mi aspettavo una rivolta delle madri, quelle che non si fanno scrupolo di esprimere la loro aggressività quando, nei giorni di pioggia, pretenderebbero di entrare in aula con il suv nel timore che l’impeto delle acque restringa il pargolo, quelle disposte a venire alle mani con la maestra, con la preside, con altre mamme se al virgulto è stato fatto il torto di un brutto voto, quelle che organizzano la festa di compleanno come se stessero pianificando l’Operazione Overlord.
Mi aspettavo che queste mamme scendessero in piazza con palloncini, tricicli, carrozzine ed invadessero i palazzi del potere al grido di “noi usciamo, ammazzateci tutti” come tempo fa accadde nella Calabria delle ‘ndrine. E invece no.
Dove cazzo siete, mamme?
Sulle chat, impegnate nella caccia all’uomo dalla finestra, a scambiarvi ricette sui social. A farvi i selfie no, ora che i centri estetici sono chiusi.
Poi ci sono le altre: disperate, annichilite, che non hanno più lacrime, che hanno già meditato di uccidere il proprio figlio e di ammazzarsi immediatamente dopo. Omicidi che andranno ascritti al regime, che dovrà pagarne il prezzo.
Conclusione: ho avuto cani e gatti, e preferisco di gran lunga questi ultimi. E ritengo che un governo, abusivo e diventato regime, che legifera senza tenere conto dei bambini sia da abbattere. Con ogni mezzo.
A proposito: il titolo e l’immagine si riferiscono ad un libro terribile, opera d’esordio di Simona Vinci che, con un finale tragico, narra di storie di squallida pedofilia, di bambini venduti nell’opulenta ed assolata pianura emiliana.
Ho scelto di pubblicare questo articolo su La Fucina perché vi rimanga, a sancire la non crescita interiore, la colpevole mancanza di consapevolezza, l’orrore che deriva dal non guardarsi dentro.

Alberto Cazzoli Steiner

NOTE
1 Dati Istat 2019: 7.962.215 tra 0 e 14 anni; l’indice di vecchiaia è 173,1, vale a dire il rapporto percentuale tra il numero degli ultrasessantacinquenni e quello dei bambini fino a 14 anni: significa che per 100 giovani ci sono 173 anziani.
2 termine che definisce i carcerati.