Cammina nel sole: si, a passi lunghi e ben distesi

Sotto il titolo, nell’originale scritto tutto in caratteri maiuscoli: Il portale aperto tra l’eclissi di luna del 31 gennaio e l’eclissi di sole del 15 febbraio 2018, da più parti ieri – giustappunto in concomitanza con l’eclissi lunare – mi è stato inviato un testo, che ho avuto modo di vedere anche rilanciato da numerosi utenti di Fb.L’ho letto, l’ho riletto, ho provato a leggere tra le righe, a trovarvi un significato e magari persino un significante: nulla. Anzi, “il” nulla.
Già all’inizio siamo a mio parere messi male: “Siamo arrivati alla porta stretta” …. si, e come diceva la filastrocca: una bella sigaretta.
Non ho capito se vuole essere una similitudine con l’evangelica cruna dell’ago e con tutto ciò che di spocchioso e punitivo quell’affermazione ricomprende.
Proseguiamo: “Ancora pochi piccoli eventi che risvegliano le nostre peggiori prove karmiche di questa incarnazione e ci siamo … solo le scelte più coerenti e che aprono il cuore possono farti passare dalla strettoia, altrimenti le conseguenze possono essere molto forti questa volta. Ricordati che stai scegliendo come continuare l’anno e i prossimi tempi, come viverli, se usando il suo potenziale oppure continuarlo a subire.”
Ma vaffanculo! questo è terrorismo, questo è puntare il dito del parroco, del mullah, di un qualsiasi stronzo issato su un pulpito monoteista accessoriato con un dio incazzoso e punitivo, che ti dice di non toccarti il pistolino altrimenti finisci all’inferno, che ti dice che se hai dei problemi non solo è colpa tua (a volte ci sta) ma dovresti anche ringraziare, come affermava Madre Teresa di Cicuta in riferimento al dolore. Degli altri.
“Quello che scegliete oggi si manifesterà nei prossimi tempi … ciò che si vive in questi giorni, a chi viene e chi se ne va, a chi si ammala e riceve brutte notizie, a chi non ne può più e sceglie di andarsene.”
A parte il linguaggio evangelico da in verità, in verità vi dico … come sarebbe a dire “sceglie di andarsene?” mi domando come si permettono, soprattutto nella loro veste di defecatori di verità e luce, non potendo non sapere che certi articoli vengono letti anche da persone turbate e disturbate, disposte ad arrampicarsi sugli specchi (ed a finire nelle fauci di un amorevole guru) pur di risolvere i rovelli che li assillano.
L’unica frase sensata mi sembra questa: “Amare senza limiti prima di tutto se stessi e riconoscere la propria Anima e il proprio Spirito come Esseri divini e completi.”
Ma anche qui, a parte l’inflazione di maiuscole, siamo nell’ambito delle ovvietà, è un’affermazione pronunciata spesso persino da Salvatore Brizzi, il che è tutto dire.
“È (nell’originale E’) arrivata la fine di molte sofferenze ancestrali, questa può essere una grande guarigione di qualcosa di molto antico che ci riguarda tutti, ma” e qui ci risiamo con la solita tiritera “se l’Ego ancora resiste per paura a lasciarsi andare, se rimarrà aggrappato alle paure vecchie, ai vecchi schemi non avverrà nessuna magia, ma il risveglio ulteriore di prove ataviche che riguardano il karma personale.”
Si vabbè, ciao. Che palle con questa menata dell’ego, alla quale fortunatamente crede sempre meno gente: il solito annullati, mettiti animicamente a pecora, è tutto ego, è tutto a causa della mentechemente.
Siffatte affermazioni potevano andare negli anni Settanta, quando arrivarono in Occidente i primi discount della meditazione cash&carry e quando tutto doveva essere collettivo pena la scomunica e l’accusa di revanscismo, revisionismo, attaccamento ai più vieti (dis)valori borghesi. Ancora oggi trovano credito presso irriducibili residuati ma, fortunatamente, la crescita interiore ha comportato che si sciogliesse dalle catene una ritrovata coscienza individuale.
Ed ecco una frase sensata ma che più ovvia non si può, nemmeno col candeggio, come diceva una vecchia pubblicità: “Solo le grosse crisi portano l’umano a trasformare” e, dopo una serie di blabla, arriviamo a una chicca: “Ora non è più possibile resistere. Ora si deve scegliere la vita o la morte.”
Vincere, vincere, vincere … e vinceremo in cielo in terra e in mare, è la parola d’ordine: vincere o morir!
“Ci stiamo preparando per la rottura delle vecchie forme e i vecchi paradigmi” a rirombacojonga con i paradigmi, bel termine oggi di moda nei salotti biobauchic insieme con saperi&sapori.
E infine “Anima io ti dico una cosa: tutto questo accade per te…. l’hai scelto tu… lo hai addirittura creato tu….riprenditi il tuo potere sugli eventi, dal micro al macro” azz! dal micro al macro. Senti, anch’io ti dico una cosa: all’anema e chi t’è … si, quella roba lì.
Basta, ripeto basta, con questi compendi di ovvietà, di rifritture nello stesso olio che nemmeno i ristoranti cinesi, con questo attribuire sempre e solo la colpa all’infelice di essere tale, senza tenere il benché minimo conto di tutta una serie di concause.
Se una persona non è più che salda nei propri convincimenti, leggendo questo testo (qui il link all’articolo completo: camminanelsole . com / portale-aperto-leclissi-luna-del-31-gennaio-leclissi-sole-del-15-febbraio-2018-ollin/ –  link non attivo, copiare nel proprio browser eliminando gli spazi, NdA) rischia la depressione, rischia di addossarsi sensi di colpa e di inadeguatezza, estremizzando rischia il suicidio.
Comunque questo scritto ci riporta, a parer mio, alla dimensione di ciò che in una logica di attenzione e presenza dovrebbe costituire un viatico salvifico: la dimensione del vaffanculo.

Alberto C. Steiner