Nelle terre di Eudaimonia

Parrebbe quasi che l’escursione che sto per descrivere, fissata per domenica 10 giugno fra relitti glaciali e rarità arboree, sia stata organizzata per onorare la memoria di Eudaimonia nel secondo anniversario del suo cambiamento di stato.
Le terre comprese fra il Monte Nero, il Bue e il Lago Nero, dove si incontrano le province di Parma, Piacenza e Genova e dove venne diffusa la Mappa delle Antiche Donne di Conoscenza, ben rappresentano la durezza che si cela dietro l’apparenza delle morbide forme appenniniche.E, come affermò Eudaimonia in uno dei suoi ultimi scritti: “Queste terre conservano l’eco dell’anima delle Donne Antiche che, aggrappate su questi monti dell’Appennino, vagarono e soffrirono perché non si spegnesse la fiamma della Conoscenza quando ombre nere si ammassarono intorno a loro, rese sempre più feroci, aggressive e assetate di anime. Per quelle Donne avrebbero potuto essere gli ultimi giorni.
E ancora oggi, di fronte all’ennesima avanzata del finto bene e della falsa luce di chi professa purezza ma odora di acredine e putrefazione, a noi Donne di Conoscenza non resterà che nasconderci nuovamente nelle nostre tane, nelle buche, nelle grotte, sotto i cartoni fingendo di essere delle vecchie homeless sdentate e indifese, raggomitolate a proteggerci dai morsi del freddo.
Fino a quando, lanciando il nostro urlo che nulla avrà più di umano, balzeremo dai nostri nascondigli brandendo le lame del nostro Sapere per fare a pezzi, letteralmente, questi esseri ipocriti, rabbiosi e arroganti, più sconci del male che affermano di voler contrastare.
Solo noi, Donne del Lato Oscuro, possiamo. Ciascuna proporzionalmente alle proprie capacità, e questa volta la lotta sarà all’ultimo sangue. E non faremo prigionieri, non sarà permesso. In quanto Donne ci tocca, per quella Fucina della Vita che portiamo in grembo. Ma non saremo sole: ci accompagneranno Uomini, Uomini di Conoscenza, Guerrieri. Onoriamoli: alcuni di loro non torneranno.”
La camminata, tra luoghi dove per chi sa ascoltare echeggiano urla di antiche battaglie e sussurri di voci portate dal vento, è alla portata di chiunque purché con un minimo di esperienza ed abbigliamento adeguato.
Si svolge sul crinale tra le provincie di Parma, Piacenza e Genova esplorando una delle aree più spettacolari e affascinanti dell’Appennino Emiliano-Ligure, tra torbiere, laghi, stagni, pini uncinati e abeti bianchi nelle terre dei contrabbandieri e dei “passatori” tra antichi Ducati, Repubbliche e Stati.Il Lago Nero, con le sue rarità geologiche e botaniche, è la testimonianza di un circo glaciale di centomila anni fa. E il Monte Nero vanta l’unica stazione di pino mugo dell’Appennino settentrionale. Sono solo 10 chilometri per un dislivello di appena 550 metri, ma si entra in un altro mondo, tra paesaggi a perdita d’occhio e boschi che cambiano in continuazione trasmettendo sensazioni sempre diverse, e dove la vegetazione appenninica e gli antichi residui glaciali alpini creano condizioni straordinarie per l’incontro di specie arboree.
In assenza di foschia lo sguardo può spaziare dall’Appennino Ligure e Tosco-Emiliano all’arco alpino, dal mar Ligure alle Apuane.
Si attraversano infine vaste praterie d’alta quota dove rocce ofiolitiche, come conseguenza di eruzioni sottomarine avvenute decine di milioni di anni fa, hanno creato condizioni uniche con presenza di endemismi e rarità floristiche.
E in tutto questo si percorrono millenni di storia, a partire dalla presenza dell’uomo preistorico alle antiche popolazioni celtico-liguri, agli incastellamenti e ai successivi confini tra Stati in questi luoghi che furono di passaggio e contrabbando sulle antiche vie delle spezie, di incontro ma anche di scontro tra culture e domini. E storie che ancora oggi vengono tramandate solo a pochi, oralmente e sottovoce. Esattamente come le Parole.

Alberto C. Steiner